In breve. Le ceramidi sono i lipidi principali tra le cellule dello strato corneo e contribuiscono a limitare la perdita d'acqua (TEWL). Con l'età e in menopausa la barriera tende a indebolirsi. Lavorano insieme a colesterolo e acidi grassi: in etichetta conta la combinazione, non il singolo ingrediente. I risultati si valutano su più settimane di uso costante.
Cosa sono le ceramidi e come agiscono sulla pelle
Le ceramidi sono lipidi (grassi) che costituiscono circa il 50% della matrice intercellulare dello strato corneo, lo strato più esterno della pelle. Insieme al colesterolo e agli acidi grassi liberi, formano una struttura a lamelle, cioè strati sovrapposti e ordinati, che regola quanta acqua la pelle perde nell'arco della giornata [1]. Questa perdita d'acqua si misura come TEWL (transepidermal water loss, perdita d'acqua transepidermica): più è bassa, più la barriera funziona bene [2].
Senza ceramidi in quantità sufficiente, gli spazi tra le cellule dello strato corneo diventano permeabili. L'acqua evapora più facilmente e gli agenti esterni, come allergeni e irritanti, entrano con meno resistenza [3]. È fisiologia cutanea di base.
Il ruolo delle ceramidi è distinto da quello degli altri lipidi cutanei. Colesterolo e acidi grassi liberi completano la matrice e ne garantiscono fluidità e coesione [3]; senza di loro, le ceramidi da sole non bastano. L'articolo Barriera cutanea danneggiata: sintomi e come ripararla approfondisce questa interdipendenza.
Perché le ceramidi calano con l'età e l'invecchiamento cutaneo
Dopo i 40-50 anni la funzione barriera si indebolisce progressivamente: lo spessore cutaneo diminuisce, la ritenzione di umidità cala e la pelle diventa più fragile [4]. Il processo accelera in modo visibile nelle donne in menopausa, quando il calo degli estrogeni riduce la sintesi di collagene e compromette ulteriormente l'idratazione [5].
Nei primi anni dopo la menopausa la produzione di collagene cutaneo si riduce in modo marcato, con un'entità che varia da persona a persona [6]. Le ceramidi seguono un andamento simile: la loro concentrazione nello strato corneo si riduce, e con essa la capacità della pelle di trattenere acqua e di difendersi dagli agenti esterni.
Il risultato pratico è una pelle più secca e meno elastica, che reagisce con maggiore sensibilità a freddo, vento o detergenti aggressivi. L'articolo Pelle in menopausa: cosa cambia nella barriera e come adattare la routine analizza questi cambiamenti nel dettaglio.
Ceramidi, colesterolo e acidi grassi: perché conta l'equilibrio
Ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi non si trovano nello strato corneo in proporzioni casuali: in peso le ceramidi sono circa la metà dei lipidi della matrice, il colesterolo circa un quarto e gli acidi grassi liberi circa il 15% [1]. Questo equilibrio permette alle lamelle lipidiche di organizzarsi correttamente e di svolgere la funzione di barriera [7]. Alterarlo, anche in eccesso di un solo componente, riduce l'efficacia della struttura.
Una formulazione cosmetica che contiene solo ceramidi, senza colesterolo e acidi grassi nelle giuste proporzioni, può risultare meno efficace di una formulazione bilanciata [8]. La tipologia e la proporzione dei lipidi in formula sono determinanti per il ripristino della barriera, non solo la loro presenza [8].
Per questo motivo, nella Rich Face Cream le ceramidi AP, EOP e NP sono associate a colesterolo e fitosfingosina: la fitosfingosina è un precursore delle ceramidi che la pelle può utilizzare per la sintesi endogena, a completamento del profilo lipidico della formula. L'articolo Lipidi cutanei nella routine: ceramidi, colesterolo e acidi grassi essenziali approfondisce il ruolo di colesterolo e acidi grassi nella routine.
Come leggere le ceramidi in etichetta: INCI e concentrazioni ragionevoli
Sull'etichetta di un cosmetico le ceramidi compaiono con il nome INCI, che segue una nomenclatura internazionale standardizzata. I tre tipi più comuni nelle formulazioni per la barriera sono Ceramide AP, Ceramide EOP e Ceramide NP, dove le lettere indicano la struttura chimica della molecola.
Le ceramidi sono attive a concentrazioni molto basse, nell'ordine di decimi o centesimi di punto percentuale. La loro posizione nell'INCI (che elenca gli ingredienti in ordine decrescente di concentrazione) tende quindi a essere verso la fine della lista: questo è normale e non indica scarsa qualità della formula [8].
Un segnale positivo da cercare è la presenza contemporanea di più tipi di ceramide (AP, EOP, NP), di colesterolo e di un precursore come la fitosfingosina. Una formula con un solo tipo di ceramide e nessun altro lipide complementare è meno coerente con il profilo fisiologico della barriera [7].
| Ingrediente INCI | Tipo | Ruolo |
|---|---|---|
| Ceramide AP | Ceramide | Coesione intercellulare |
| Ceramide EOP | Ceramide | Sigillo della barriera |
| Ceramide NP | Ceramide | Fluidità della lamella |
| Cholesterol | Lipide complementare | Stabilità strutturale |
| Phytosphingosine | Precursore | Sintesi endogena |
Con cosa si abbinano le ceramidi: sinergie nella formula
Le ceramidi funzionano meglio quando sono inserite in una formula che riproduce, almeno in parte, la complessità della matrice lipidica naturale. Il colesterolo è il primo alleato: senza di esso le lamelle lipidiche perdono fluidità e la barriera diventa meno funzionale [7].
L'acido ialuronico (Sodium Hyaluronate in INCI) si abbina bene alle ceramidi perché agisce su un livello diverso. Le ceramidi sigillano gli spazi intercellulari dello strato corneo; l'acido ialuronico trattiene acqua negli strati più profondi dell'epidermide [1]. I due meccanismi si completano senza sovrapporsi.
La niacinamide (vitamina B3) supporta la sintesi endogena di ceramidi e contribuisce all'uniformità cutanea. Il pantenolo (pro-vitamina B5, presente nel Gentle Cleanser come Panthenol) ha mostrato in studi clinici un effetto idratante e di rinforzo della barriera, con riduzione misurabile della TEWL [9]. Per una pelle reattiva, partire da una detersione delicata e da una crema con lipidi della barriera, aggiungendo altri attivi solo quando servono, è l'approccio più prudente.
Ceramidi per tutti i tipi di pelle, non solo per la pelle secca
Anche la pelle mista o grassa può avere una barriera compromessa: le ceramidi non sono riservate alla pelle secca. La funzione barriera riguarda ogni tipo di pelle, compresa quella con eccesso di sebo: anche una pelle con produzione elevata di sebo può avere una barriera compromessa, con conseguente disidratazione e reattività [10].
Le evidenze più chiare riguardano la pelle secca e quella con tendenza atopica. Nella dermatite atopica, la riduzione delle ceramidi nello strato corneo è associata a un peggioramento della funzione barriera [11], e l'applicazione topica di lozioni con ceramidi migliora le proprietà barriera della pelle secca [10]. I dati su pelle normale o grassa sono meno numerosi, ma la funzione barriera vale per tutti i tipi di pelle, a prescindere dalla produzione di sebo.
Chi ha la pelle grassa può preferire texture più leggere, ma l'ingrediente in sé non è controindicato. La scelta della formulazione (gel, emulsione leggera, crema ricca) dipende dal tipo di pelle, non dalla presenza o assenza delle ceramidi.
Come usare le ceramidi nella routine: ordine, frequenza, tempi
Le ceramidi si trovano principalmente nelle creme e nei sieri da lasciare in posa: non vengono risciacquate, perché devono restare a contatto con lo strato corneo per integrarsi nella matrice lipidica. Applicarle su pelle detersa e leggermente umida facilita la distribuzione uniforme.
L'ordine nella routine è: detergente, eventuale siero acquoso, crema con ceramidi. Se si usano attivi come acidi esfolianti o retinoidi, le ceramidi si applicano dopo o in momenti separati della giornata, perché aiutano a tamponare la reattività che quegli attivi possono indurre. Si possono usare mattina e/o sera, ogni giorno.
La costanza conta più della quantità: uno strato sottile applicato regolarmente è più efficace di applicazioni abbondanti e discontinue. Sui tempi: il turnover epidermico, cioè il tempo necessario perché le cellule si rinnovino completamente dalla base allo strato corneo, dura in media circa 28 giorni in una pelle giovane [12]. Con l'invecchiamento questo ciclo tende ad allungarsi [13].
Per questo è più realistico valutare i risultati su più settimane di uso costante che su pochi giorni. Usare quantità eccessive non accelera i risultati, e interrompere l'uso appena la pelle migliora, prima che la barriera si sia stabilizzata, è un errore frequente.
Rich Face Cream: come le ceramidi si traducono in una formula reale
Guardare un INCI reale è il modo più diretto per capire come si traduce in pratica il ragionamento sui lipidi. La Rich Face Cream contiene Ceramide AP, Ceramide EOP e Ceramide NP, associate a Cholesterol e Phytosphingosine: tre tipi diversi di ceramide, il colesterolo come lipide complementare e la fitosfingosina come precursore biosintetico.
Avere tutti e tre i tipi di ceramide in formula ha una ragione precisa. AP, EOP e NP hanno strutture chimiche diverse e occupano posizioni diverse nella lamella lipidica, contribuendo ciascuna in modo specifico alla coesione della barriera [8]. La fitosfingosina aggiunge un livello ulteriore: è una sfingosina idrossilata che la pelle può convertire in ceramidi endogene, e supporta la sintesi locale oltre all'apporto esterno.
La formula include anche Niacinamide, Sodium Hyaluronate (umettante), un complesso peptidico e burro di karité (emolliente).
Per iniziare, il passaggio più semplice è aggiungere una crema con ceramidi alla sera, dopo la detersione, e osservare come risponde la pelle nelle settimane successive. Chi usa già attivi esfolianti può applicare la crema come ultimo passaggio, osservando come risponde la pelle.
Fonti
- Feingold KR, Elias PM (2014). Role of lipids in the formation and maintenance of the cutaneous permeability barrier. Biochimica et Biophysica Acta, 1841(3):280-294. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Elias PM (2012). Structure and function of the stratum corneum extracellular matrix. Journal of Investigative Dermatology, 132(9):2131-2133. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Wertz PW (2021). Roles of Lipids in the Permeability Barriers of Skin and Oral Mucosa. International Journal of Molecular Sciences, 22(10):5229. www.ncbi.nlm.nih.gov
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- Kamp E, Ashraf M, Musbahi E, DeGiovanni C (2022). Menopause, skin and common dermatoses. Part 2: skin disorders. Clinical and Experimental Dermatology, 47(12):2117-2122. www.ncbi.nlm.nih.gov
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- Elias PM (2005). Stratum corneum defensive functions: an integrated view. Journal of Investigative Dermatology, 125(2):183-200. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Schild AF et al. (2024). The role of ceramides in skin barrier function and the importance of their correct formulation for skincare applications. International Journal of Cosmetic Science. onlinelibrary.wiley.com
- Proksch E, de Bony R, Trapp S, Boudon S (2017). Topical use of dexpanthenol: a 70th anniversary article. Journal of Dermatological Treatment. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Murphy B, Grimshaw S, Hoptroff M et al. (2022). Alteration of barrier properties, stratum corneum ceramides and microbiome composition in response to lotion application on cosmetic dry skin. Scientific Reports, 12:5223. www.nature.com
- Di Nardo A, Wertz P, Giannetti A, Seidenari S (1998). Ceramide and cholesterol composition of the skin of patients with atopic dermatitis. Acta Dermato-Venereologica, 78(1):27-30. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Pondeljak N, Lugović-Mihić L, Tomić L, Parać E, Pedić L, Lazić-Mosler E (2023). Key Factors in the Complex and Coordinated Network of Skin Keratinization: Their Significance and Involvement in Common Skin Conditions. International Journal of Molecular Sciences, 25(1):236. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
- Dorf N, Maciejczyk M (2024). Skin senescence: from basic research to clinical practice. Frontiers in Medicine. www.frontiersin.org
Immagine di copertina realizzata con l’ausilio di IA.
Testo preparato con il supporto di strumenti di IA sulla base delle formule reali Remodermis; contenuti, claim e fonti verificati e approvati dal Dott. Matteo Signoretti, medico chirurgo plastico, prima della pubblicazione.




